I punti chiave del viral marketing tra falsi miti e osservazioni empiriche.

Le corporations che cercano di creare contenuti virali sono come i papà di mezz’età che cercano di impressionare le teenagers a un party.” L’ha scritto Spencer Jakab sul The Wall Street Journal sottolineando come la viralità è qualcosa che nasce soprattutto spontaneamente. Eppure, nel 2017, la formula perfetta per rendere una campagna virale è ancora la pietra filosofale del digital marketing. Qual’è dunque la via da percorrere? Insistere nel tentativo o rassegnarsi alla casualità? Come spesso accade la virtù sta nel mezzo. Se è vero che nessuno può prevedere esattamente l’esito di una campagna, alcuni accorgimenti aumentano le possibilità di successo. A dirlo sono i dati che accomunano molte campagne divenute virali e persino qualche studio scientifico. Di quali elementi si tratta?

Storytelling e affabulazione: l’importanza di narrare.

L’essere umano adora le storie. L’abilità nel saper narrare è una qualità apprezzata fin dalla notte dei tempi. Le storie insegnano, fanno sognare, mettono in guardia e creano aspirazioni. Soprattutto, le storie emozionano. Creano mondi nei quali immergersi e identificarsi. Ecco perchè lo storytelling è un principio che non passa mai di moda. Qualunque sia l’oggetto della vostra campagna, costruite una storia e iniziate a narrare. Prima però, studiate bene il target: non tutti i bambini amano Cenerentola e almeno altrettanti parteggiano per la Cicala, con buona pace della Formica operosa.

Emoziona, Diverti, Sorprendi. Ma evita gli shock.

Addio “Sesso, Religione e Denaro”. Il trittico emozionale- Emoziona, Diverti, Sorprendi- è ormai il più corteggiato dai nuovi trend del viral marketing. Coinvolgere emozionalmente il pubblico sarebbe il modo migliore per conquistare la sua attenzione e stimolarne la voglia di condividere. A dirlo sono diversi studi sulla risposta emotiva a immagini e contenuti video. Attenzione, però, alle emozioni che scatenate. Emozioni positive stimolano condivisioni in misura maggiore delle emozioni negative, ma entrambe le emozioni sono meglio di nessuna. Inoltre, non tutti i contesti sono appropriati. Siate oculati nell’ironia ed evitate cadute di stile a discapito della brand reputation.

Content is (not the only) King.

Il mantra dell’importanza del contenuto, inutile negarlo, ha ancora il suo perché. Ma non può essere l’unico fattore su cui puntare. La qualità di una campagna è determinata anche da un’attenta pianificazione dei tempi e dei supporti di comunicazione. Saper individuare i canali più sensibili per il target è fondamentale, così come tenere conto dei diversi strumenti di fruizione. Strategie cross-device diventano necessarie ora che smartphone e tablet sono sempre più utilizzati per accedere ai contenuti o effettuare acquisti. Allo stesso tempo, l’essere perennemente connessi è un fattore sfruttabile attraverso campagne di marketing in tempo reale, che cavalchino i trend del momento. Infine, non sottovalutate mai il potere delle community. Siate attivi e presenti presso il vostro pubblico, non soltanto quando vendete qualcosa. E se non avete ancora abbastanza voce in capitolo, fatevi presentare da un buon influencer.